Una finestra aperta sulla «grande époque»

Vieux moustache

Vieux moustache

Vieux moustache

Stefano Manni

Primo Reggimento Carabinieri a Cavallo: carabiniere in tenuta da campagna 1810-1813

Omaggio a Th. Gericault

La storia dei due reggimenti di carabiniers di Napoleone e dei loro assai più simili commilitoni, i corazzieri, sono spesso andate di pari passo e, dopo i fatti d’arme del 1809, le loro uniformi ed i loro equipaggiamenti si accomunarono ancor di più. Prima di quell’anno, infatti, le tuniche dei carabinieri (che già, comunque calzavano stivali alti con paraginocchio e guanti alla moschettiera come tutta la cavalleria pesante), erano di colore blu scuro; dopo divennero bianche e, contestualmente, un decreto imperiale del dicembre 1809 (conseguente alle gravi perdite subite nel corso della campagna dei mesi precedenti), stabilì che anche loro avrebbero dovuto essere equipaggiati con corsetti (a protezione di petto e schiena) ed elmi. Le loro corazze, dunque, per distinguersi, erano in ferro ma ricoperte di una lamina d’ottone (rame rosso per gli ufficiali che avevano anche una raggiera d’argento al centro della piastra pettorale) con bordi in metallo bianco e rivetti di colore giallastro. Il cinturino era in cuoio naturale e gli spallacci con parti metalliche e catenelle in rame. Fino alla fine del 1809 i Carabinieri avevano portato il berrettone di pelo d’orso simile a quello dei Grenadiers a cheval, ma dal 1810 oltre alle corazze furono dotati di un elmo in rame con cimiero sottile ed ornato di cresta scarlatta, con orecchioni a raggiera, fascia e soggolo a scaglie di metallo chiaro. Il mezzobusto del dipinto, liberamente ispirato ad una tela del Gericault, indossa di già l’ habit veste bianco con colletto e risvolti alle corte falde blu chiaro (il colletto filettato in bianco) con fregi di granata bianchi. Le false tasche a tre punte, sui risvolti, sono profilate in celeste. Se non fosse stato per il colore dei paramani (scarlatti profilati in blu il I Reggimento e celesti profilati in scarlatto il II Reggimento), due effettivi ai rispettivi reggimenti, con i guanti calzati, sarebbero stati praticamente indistinguibili. Il nostro, per un vezzo di comodità certamente imputabile al dover posare per un ritratto, si è liberato di giberna, bandoliera e rangona che, dal 1811, furono effetti di buffetteria d’ordinanza anche in conseguenza dell’adozione del moschetto e relativa baionetta, in aggiunta alle già presenti sciabola e pistole.

Olio su tavola

Cm 28 x 38

Collezione dell’Autore

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