Una finestra aperta sulla «grande époque»

Fiero piglio

Fiero piglio

Fiero piglio

Stefano Manni

Fiero piglio

Ufficiale superiore del Decimo Reggimento Corazzieri, servizio di Stato Maggiore, inizio del 1810.

Questo attempato ufficiale in servizio di Stato Maggiore (il pennacchio bianco invece che scarlatto ne da testimonianza: veniva sfoggiato, infatti, dagli Ufficiali più anziani o da quelli di Stato Maggiore ed il nostro uomo sembra accomunare entrambe le caratteristiche) indossa l’uniforme standard del suo rango, con doppia spallina frangiata in spessa canutiglia d’argento, come pure il doppio gallone argentato che guarnisce la sottopannatura scarlatta della corazza. L’immagine è senz’altro databile agli inizi dell’anno, dato che il colore delle mostre al colletto ed ai risvolti della tunica, oltre che la foggia della stessa, sono quelli in uso dal 1806 fino all’anno precedente, 1809 (tra il 1810 e il 1812, infatti, la tunica avrà falde allungate ed il colore reggimentale passerà dal giallo giunchiglia al rosa). La corazza è quella di terza tipologia da Ufficiale, distribuita tra il 1809 ed il 1815. Gli spallacci, che fino al 1809 prevedevano in genere, come per la truppa, la copertura a scaglie di rame, (anche se non pochi ufficiali già prima del 1809 tendevano a ricoprire i loro spallacci con catenelle di rame dorato)  dopo tale anno appaiono sempre più ricoperti con catenelle, sui corpetti degli ufficiali, a duplice o triplice ordine (generalmente gli Ufficiali inferiori e/o subalterni avevano la doppia catenella). Non deve passare inosservato anche l’elmo tipo “Minerve”, dalla caratteristica ed esasperata foggia neoclassico-grecizzante, adottato per gli Ufficiali dei Corazzieri a partire dal 1810 con lo scopo di rendere il copricapo tipico il più possibile rassomigliante a quello dei Dragoni dell’Imperatrice, ritenuto il più marziale ed elegante. La figura sembra ostentare con orgoglio l’ammaccatura sul pettorale basso sinistro del panciotto che, per forma e dimensioni, appare essere dovuta ad una sciabolata inferta di punta e con violenza. Infine, si nota che il nostro uomo si è tolto cinturone con pendagli e sciabola, la cui elsa è visibile sul ripiano alle sue spalle, cui si appoggia.

Olio su tela

Cm 30 x 45

Collezione dell’Autore

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