Una finestra aperta sulla «grande époque»

Le trompette et la cocotte

Le trompette et la cocotte

Stefano Manni (dell’Isola di Torre Maìna)

Le trompette et la cocotte

Trombettiere del II Reggimento Corazzieri, tenue de service 1806

Omaggio ad Edouard Detaille

Anche questo lavoro è una libera rivisitazione di una tela del grande Detaille e raffigura un trombettiere che, in attesa che il suo superiore esca dalla casa dove ha preso alloggio, per essere da lui accompagnato in ricognizione od in altra attività di servizio, tenta, forse, di scorgere, dalla porta aperta dall’interno sul piccolo e grazioso balconcino, le fattezze di qualche prosperosa e procace villanella. L’atmosfera valligiana è testimoniata dalla costruzione tipo baita, dove tutto, tradizionalmente, sembra sottodimensionato….in particolar modo ambienti e vani in modo tale da evitare qualunque dispersione di calore. Da non molto pare abbia smesso di piovere, dato il fango e due profonde pozzanghere ben visibili, e la scena è collocabile tra il 1806 ed il 1807, dunque negli anni della celebre “Campagna d’Inverno” che la Grande Armèe combatté nei territori polacchi e prussiani. Come assai più che spesso usava, mentre il reparto si accampava o acquartierava in un dato luogo, ufficiali e sottufficiali più o meno galantemente trovavano sistemazione, talvolta anche dietro requisizione, in fattorie ed abitazioni locali, da adibire ad alloggi per il periodo di campagna o manovre. La fonte per i dettagli uniformologici è il Marckolsheim che ci riferisce, attraverso un chiaro disegno, come l’uomo in argomento indossasse una tunica scarlatta (solo nel 1812 un decreto imperiale introdurrà per tutti i musicanti dell’Armee, la livrea imperiale verde scuro con bottoniere e passamanerie gialle guarnite da ricami con piccole aquile e lettera “N”), guarnita al petto da bottoniere bianche e colletto scarlatto profilato in blu. Anche i risvolti alle falde, di media lunghezza, sono blu, con fregio di granata bianco cucito alla base dei triangoli delle stesse. Il mantello, in tessuto biancastro, è ripiegato ed assicurato, secondo regolamento, sulla valigia posta dietro la sella (recante gallonatura e numerale del reggimento in bianco, e che certamente contiene anche l’alto pennacchio che, per questo musicante, sarebbe stato bianco con sommità scarlatta e che in campagna o servizio attivo, normalmente non veniva sfoggiato), in modo da mostrare la saia interna nel colore reggimentale. La copertina sottosella, sistemata dietro la gualdrappa in vello di pecora nero, per questioni prospettiche qui appena visibile, (anche se il disegno del Marckolsheim ci mostra questo musicante curiosamente dotato di gualdrappa bianca come i cavalleggeri…entrambe, comunque, erano bordate a denti di lupo nel colore reggimentale), è blu scuro, gallonata in bianco e profilata di nuovo in blu, con fregio di granata bianco all’angolo. Gli stivali, da cavalleria pesante, sembrano essere del tipo semirigido o, più probabilmente, morbido, con paraginocchio abbastanza mobile ed adattabile. Elmo e sciabola sono esattamente identici a quelli previsti per la truppa (sciabola con lama diritta a doppio sguscio lunga circa 120 cm ed elmo con cimiero istoriato come previsto nei modelli antecedenti il 1811, anno in cui venne introdotto l’impopolare elmo di scadentissima fattura e con cimiero “liscio”, ad eccezione del crine che orna il cimiero (bianco per i trombettieri, nero per ufficiali, sottufficiali e truppa). Cordelline e fiocchi della tromba potevano essere scarlatti o, come nel caso del nostro uomo, bianchi. Il cinturone, in cuoio tinto di bianco, reca una fibbia rettangolare dorata con fregio di granata. I finimenti della cavalcatura, identici a quelli dei cavalleggeri, prevedono il pettorale orizzontale anziché ad “Y”, come previsto per la cavalleria leggera. Qualcuno certo si sta occupando di preparare e sellare il cavallo dell’ufficiale atteso dal nostro ragazzo, l’atteggiamento tranquillo del cui “amico a quattro gambe”, dal mantello grigio, pomellato al posteriore, non intimorisce una ruspante gallinella che si è avvicinata ai suoi snelli ma robusti garretti.

Olio su tela

Cm 30 x 40

Collezione dell’Autore

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