Una finestra aperta sulla «grande époque»

Avant-Garde en patrouille

Avant-Garde en patrouille

Stefano Manni  (dell’Isola di Torre Maìna)

Avant-Garde en patrouille

Ufficiale e carabiniere a cavallo, uniforme da campagna 1810 -1813

L’immagine, liberamente ispirata ad una tela incompiuta del grande Detaille, ritrae ufficiale e carabiniere che sono, con ogni probabilità, alla testa di una pattuglia (che si immagina più arretrata) costituente l’avanguardia di una colonna che dovrà transitare su un terreno piuttosto impegnativo, fortemente compartimentato ed anche innevato. I due indossano, con le regolamentari tuniche d’ordinanza, dei sovra pantaloni in tessuto bruno-marrone, abbottonati ai lati, a protezione dei più delicati pantaloni in tessuto chiaro. L’ufficiale, nonostante i suddetti sovra pantaloni, si è abbigliato in modo che siano visibili anche le ghette in tessuto chiaro, appena oltre il ginocchio, a riempimento degli stivali da cavalleria pesante. Un secchio, un’asta di scovolo-calcatoio ed un affusto danneggiato, testimoniano che poco prima di essere ridotta al silenzio, una sezione di artiglieria teneva sotto tiro sentieri e dossi. Prima del 1810, i carabiniers indossavano tuniche blu scuro con risvolti scarlatti ed alti berrettoni di pelo d’orso (come i grenadiers a cheval della Guardia). Nella campagna del 1809, però, le perdite subite dai carabinieri furono ingenti e l’Imperatore, con un apposito decreto datato 24 dicembre 1809, stabilì che anche questa unità della cavalleria pesante, avrebbe dovuto essere dotata di corpetti ed elmi, come i corazzieri, a maggiore protezione dei suoi effettivi. Acciocchè non si ingenerasse confusione tra carabinieri e corazzieri, le tuniche dei carabiniers, pur conservando le spalline scarlatte (argento per gli ufficiali) delle truppe d’elite, divennero bianche, con mostre e risvolti azzurri (fregi di granata rispettivamente bianchi ed argento per truppa ed ufficiali, guarnivano i risvolti alle falde) e gli elmi, in rame giallo con cimiero, furono guarniti da folte creste scarlatte (bianche o azzurre per i trombettieri se, rispettivamente, del I o del II Reggimento). Questi vistosi copricapo erano dotati di placca frontale, orecchioni e soggolo in metallo bianco (argento negli elmi da ufficiale), mentre i corpetti furono prodotti in ferro e laminati in ottone per Sottufficiali e truppa ed in rame rosso per gli ufficiali. Le corazze furono dotate di un rivestimento in tessuto le cui eccedenze erano blu scuro gallonate in bianco. I bordi erano in metallo chiaro su cui erano applicati i rivetti, in rame giallastro, ed il cinturino di chiusura, era in cuoio naturale. Gli spallacci avevano cinghie in cuoio su cui erano fissate catenelle in rame. I corpetti degli ufficiali erano, poi, riccamente guarniti da elaborati fornimenti in argento (quali un sole fiammeggiante nella parte alta al centro del petto, spallacci a tripla catenella in argento su supporto celeste, e placche superiori con teste di leone) e venivano chiusi da un cinturino celeste ricamato in filo d’argento con fibbia pure in argento. L’eccedenza del rivestimento interno dei corpetti da ufficiale era anch’essa blu scuro con doppia gallonatura in argento per i subalterni, mentre gli ufficiali superiori sfoggiavano foglie d’alloro ricamate in argento direttamente sul tessuto blu scuro. Le sciabole, che prima del 1810 erano a lama diritta, divennero ricurve con elsa simile a quella dei corazzieri. Molti carabinieri, però, non vollero rinunciare alle loro else in rame con fregio di granata e saldarono le vecchie else sulle nuove lame mentre, eliminate anche le vecchie dragone in cuoio nero, ne furono adottate altre in pelle bianca con nappa scarlatta. I foderi in ferro adottati agli inizi del 1810, furono rimpiazzati da altri in cuoio nero con fornimenti in rame. All’inizio del 1812, l’equipaggiamento dei carabiniers si accrebbe del moschetto da cavalleria mod. An IX con relativa baionetta e rangona da aggiungere alla bandoliera (color ocra con profilature bianche) con giberna in cuoio nero, recante fregio di granata in ottone. Gli ufficiali portavano sciabole a lama diritta o leggermente ricurva, con else elaborate in rame, guarnite da fregio di granata e dragone in oro. A partire dal 1810 i carabinieri montarono su selle di tipo francese con finimenti in cuoio naturale, staffili in cuoio chiaro, redini e testiera in cuoio nero. Gualdrappa e portamantello erano azzurri con fregi di granata e gallonature bianche. La coperta copri fonde era in vello di pecora bianco (nero per i trombettieri, ove possibile) dentellata in azzurro. Nello stesso periodo, per gli ufficiali, gualdrappa e copri fonde erano azzurri gallonati in argento, come in argento era il fregio di granata ricamato sull’angolo posteriore della gualdrappa stessa, mentre gli staffili erano in cuoio ungherese (talvolta in cuoio rosso-bruno, ma era un effetto fuori ordinanza che, però, parecchi ufficiali, come la maggior parte dei loro colleghi dei corazzieri, adottarono). Testiera e redini erano in cuoio nero con una capezzina e false redini in argento (usati anche per le parate). Gualdrappa e copri fonde della cavalcatura dell’ufficiale, sembrano essere quelli da parata per ufficiale superiore (regolamenti post 1810…da notare anche i copri fonde azzurri e con doppio gallone guarnito a sbalzi), segno che il nostro ha dovuto rinunciare al proprio ed ha dovuto montare, probabilmente all’ultimo momento, il cavallo del suo Chef d’Escadron, addobbato per un’occasione non “tattica”, aggiungendovi il proprio mantello correttamente affardellato. Nuovi regolamenti datati 1812, modificarono leggermente questi effetti. I due reggimenti di carabiniers, avendo entrambi le mostre al colletto della tunica azzurre profilate in bianco, come anche i paramani azzurri, si distinguevano unicamente in base al colore delle patte ai paramani  (bianche filettate d’azzurro per il I Reggimento ed al contrario per il II). Nel 1812, i paramani del I divennero scarlatti, fornendo un ulteriore e più immediato elemento di distinzione…tuttavia, con gli alti guanti alla moschettiera indossati, due cavalleggeri appartenenti ai due diversi reggimenti, restavano, praticamente, indistinguibili.

Olio su tela

Cm 50 x 40

Collezione dell’Autore

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