Una finestra aperta sulla «grande époque»

Le General Jean Jacques Desvaux de Saint Maurice, Baron de l’Empire

Le General Jean Jacques Desvaux de Saint Maurice, Baron de l’Empire

Le General Jean Jacques Desvaux de Saint Maurice, Baron de l’Empire

Stefano Manni

Le General Jean Jacques Desvaux de Saint Maurice, Baron de l’Empire

La tela che ho dipinto, ancorché di contenute dimensioni, ritrae, nell’uniforme con la quale maggiormente l’iconografia ce lo tramanda, il Generale Jean Jacques Desvaux de Saint Maurice. Si tratta di una delle figure di spicco sulle quali il “Grande Corso” poté sempre contare. Il nostro protagonista, nasce a Parigi il 26 giugno 1775. Ad 11 anni, nel 1786, entra nel collegio di Juilly, dove resta fino al 1790. Poco più tardi, nel 1792, lo troviamo Allievo Sottotenente presso la Scuola di Artiglieria di Chalons ed il 1° settembre di quell’anno è nominato Sottotenente in Seconda presso il 4° Reggimento Artiglieria a Piedi. Si distingue per comportamento, capacità e resa in servizio e, solo 3 mesi dopo, il 1° dicembre, viene promosso Sottotenente in Prima. Tra il 1792 e il 1793, assegnato all’ “Armèe des Alpes”, serve sotto Kellermann (altro nome destinato a fulgida memoria agli ordini di Napoleone). Il 31 luglio 1793, è nominato Aiutante Maggiore ed il 22 settembre consegue il grado di Capitano… in quello stesso anno prende parte all’assedio di Lione ed al fatto d’arme di Boulon. Il 23 maggio 1794 lo troviamo tra il fumo e la polvere sul Campo di Battaglia a Fort Saint Elme e, 2 anni dopo, il Generale Saint Remy lo vuole come suo Aiutante di Campo. Il 19 dicembre 1797, transita nei ranghi prestigiosi dell’Artiglieria a Cavallo, ed in particolare, nel 2° Reggimento. Nel 1798 – 1799 è nelle fila dell’Armata d’Italia, mettendosi particolarmente in luce il 30 marzo 1799 allorquando, con i suoi pezzi, protegge la ritirata della Divisione Serurier, prodigandosi sui campi di San Giuliano, Novi, sul Mincio, sull’Adige, sul Brenta, a San Michele e Treviso. Il 23 aprile 1799, viene nominato “Chef d’Escadron” del suo 2° Reggimento d’Artiglieria a Cavallo. Nel 1800, anno in cui il futuro Imperatore diviene, di fatto, padrone di Francia, egli passa all’ “Armèe de Reserve”…non vi resta a lungo e, il 28 novembre dello stesso anno, passa all’8° Reggimento d’Artiglieria a Cavallo. Per un breve periodo serve anche quale Aiutante di Campo di Marmont. Il 14 giugno del 1804, riceve la Legion d’Onore. Il 19 ottobre 1805, ferito davanti ad Ulm, dove si stava aspramente combattendo, viene fatto prigioniero e tratto a Jundenburg ma, il 27 novembre, una sortita dell’Armata d’Italia lo libera consentendogli, nel luglio dell’anno successivo, di essere reintegrato nel grado di Colonnello di Artiglieria. Il nostro uomo non è certo tipo da risparmiarsi e, un mese dopo (11 agosto 1806), assume la carica di Direttore d’Artiglieria presso l’Armata di Dalmazia di cui, nel marzo 1807, diviene Comandante del 4° Reggimento d’Artiglieria a Piedi. Fa rientro nelle fila dell’Armata d’Italia il 16 febbraio 1809, dopo aver comandato l’artiglieria del 2° Corpo. Nell’aprile di quell’anno, comandante l’artiglieria dell’Ala Sinistra in Italia, prende parte, distinguendosi, ai principali scontri. Il 1809 è un anno denso ed importante…combatte a Raab e a Wagram e il 9 luglio, alla promozione a Generale di Brigata, è impiegato presso lo Stato Maggiore Generale di Marmont, che ancora una volta lo vuole con sé. Svolta prestigiosa il 15 luglio, quando viene nominato Colonnello Maggiore del Reggimento Artiglieria a Cavallo della Guardia. Il 30 ottobre del 1810, dopo aver ricoperto anche l’incarico di Ispettore d’Artiglieria dell’ “Ile d’Aix”, viene nominato Barone dell’Impero. Nel 1812, nel gelo della disastrosa campagna di Russia, è alla testa degli artiglieri a cavallo della Guardia, alle dipendenze di Bessieres. La tragedia della Russia e la “Beresina” non lo piegano e, l’anno dopo, combatte a Lutzen, a Bautzen e ad Hanau. Il 6 novembre diviene Generale di Divisione e, alla fine del mese, inviato in missione a Saint Etienne. Dopo aver preso parte attivissima alla Campagna di Francia del 1814, il 1° settembre viene collocato in “servizio non attivo”…ma, rientrato l’Imperatore, è al suo posto di comandante in capo dell’Artiglieria della Guardia a far data dall’ 11 aprile 1815. Il 18 giugno 1815, a Waterloo, mentre come suo solito è davanti ai suoi uomini e ai suoi pezzi, ove più intensa è la lotta, viene ferito mortalmente…si era sposato con Madame Celeste-Charlotte Soubervie, che gli aveva dato 2 figli (maschio e femmina)…il maschio, Charles Antoine Jacques Desvaux de Saint Maurice, nato a Parigi il 18 luglio 1812 e morto nel 1865, diverrà Capitano Aiutante Maggiore del 10° Corazzieri e Cavaliere della Legion d’Onore. Il nome glorioso di Jean Jacques Desvaux de Saint Maurice, si trova sul piliere nord dell’Arco di Trionfo all’Etoile. Ho dipinto, nella piccola ma credo significativa tela, il Barone Desvaux nell’uniforme, come già anticipato, a lui più congeniale…un dolman ed una pelisse (indossata), blu scuro, con 5 file di 18 bottoni semisferici in rame dorato, uniti dai corrispondenti alamari anch’essi in oro. Lunghi e pratici pantaloni al piede, con sottoscarpa, gallonati in oro lungo la cucitura esterna, hanno evidentemente sostituito i più vistosi calzoni all’ungherese da portarsi con stivali sotto il ginocchio (alla ussara). Effetti e tonalità dell’abbigliamento sono quelli dell’Artiglieria a Cavallo della Guardia Imperiale. La vita è cinta dalla fusciacca d’ordinanza, per i generali, in oro punteggiata in rosso ed anche la sciabola sembra essere quella regolamentare per il rango, con impugnatura a staffa e guardia a ricciolo superiore istoriata (anche la parte iniziale della lama risulta incisa con indorature). Il colbacco di pelo d’orso fulvo, alla ussara, reca la fiamma scarlatta con fiocchetto e galloncini dorati (ancora come previsto per gli ufficiali dell’Artiglieria a Cavallo della Guardia). Data la tenuta da campagna, al colbacco non sono stati applicati gli elementi di guarnitura rappresentati da cordoni e racchette. L’elevato grado del nostro, è sottolineato dalla vistosa aigrette bianca, inserita nel supporto a granata posto a lato della circonferenza superiore del copricapo (pennacchio scarlatto, ugualmente ubicato, per altri gradi e categorie inferiori dell’Artiglieria a Cavallo della Guardia) e dalle 3 stellette argento, applicate alla racchetta fissata alla sommità della spalla sinistra sulla pelisse. Anche sui fiocchi pendenti dalla fusciacca, è fissato il distintivo di grado ma, a causa della pelisse indossata e della prospettiva dell’immagine, questo effetto non è qui visibile. La tonica e robusta cavalcatura del generale, pur nella sua non eccessiva taglia, è stata bardata con testiera e pettorale d’ordinanaza in cuoio nero borchiato in rame dorato e falsa capezzina con relative false redini dorate. Come sabrache, il Generale Desvaux ha optato per una semplice gualdrappa blu scuro, colore dell’Artiglieria a Cavallo della Guardia, guarnita da un unico e spesso gallone dorato. S.M.

Olio su tela

Cm 30 x 20

Collezione privata

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