Una finestra aperta sulla «grande époque»

Tranquilla fierezza

Tranquilla fierezza

Tranquilla fierezza

Stefano Manni

Tranquilla fierezza

Caporalmaggiore delle Batterie a Cavallo, uniforme di servizio 1887

Il crinito graduato delle Voloire, probabilmente un capo-pezzo, viene qui raffigurato nell’uniforme in dotazione nel 1887, anno di costituzione del Reggimento Artiglieria a Cavallo e del suo insediamento nella città di Milano (nella caserma “Principe Eugenio di Savoia“, chiamata dai vecchi milanesi “la Vulanta“, che sorgeva in Porta Vittoria, proprio nel perimetro dell’odierno Palazzo di Giustizia).

Il nostro monta una cavalcatura saura (con stella bianca leggermente tendente verso una corta lista) ed indossa l’uniforme regolamentare di servizio (in panno blu scuro profilato al colletto, spalline e bottoniera, in lana gialla), potremmo dire, da “mezza stagione” senza, dunque, il cappotto con mantellina in panno celeste.

Il kepì, dalle profilature in lana gialla, è dotato della lunga criniera nera (bianca per i trombettieri), che si inserisce nello stesso grazie al raccordo tra tulippa in ottone e nappina di lana.

Questo copricapo è anche oggi una delle più ammirate caratteristiche distintive degli artiglieri a cavallo.

Il distintivo di grado è in tessuto rosso, applicato sul bordo alto dello stesso. E’ poi ripetuto immediatamente a seguire la profilatura in lana gialla del paramano, prima dell’elaborata strofoide (sempre in tessuto rosso).

La bandoliera in cuoio naturale tinto in lacca gialla (con fregio a cannoni incrociati e granata raccordati da 2 catenelle in rame ottonato), regge la giberna in cuoio rigido nero con patta frontale ornata da fregio a agranata in ottone (qui non visibile per questioni prospettiche).

La robusta sciabola brunita a lama spessa e ricurva, è fissata al quartiere sinistro della gualdrappa in vello di montone fulvo (sul lato destro, qui non visibile, trova alloggiamento il corto moschetto) e la sella è stata allocata su una copertina in tessuto grezzo.

Interessante (e di uso frequente), la cosiddetta “staffa di cortesia” (incernierata alla panca di quella sinistra e ripiegabile) atta a rendere più agevole l’atto del montare in sella.

Olio su tela cm. 30 x 20, collezione privata

Una Risposta

  1. enrico luserne d'angrogne

    che bella scoperta on line!!! Maestro sono commosso dalla sua arte! E. Luserne d’Angrogne

    3 gennaio 2013 alle 15:00

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