Una finestra aperta sulla «grande époque»

Casque de valeur en Russie

Casque de valeur en Russie

Casque de valeur en Russie

Stefano Manni (dell’Isola di Torre Maìna)

Casque de valeur en Russie

Olio su tela, cm 35 x 25, collezione dell’Autore

Ufficiale superiore del 2me Carabiniers a Cheval, Campagna di Russia 1812

Omaggio ad Edouard Detaille e a Lucien Rousselot. Tributo al Colonnello Aimable Guy Blancard.

La piccola tela che ho dipinto, ispirata da un suggestivo quadro di Detaille e che, per il rango del protagonista potrebbe richiamare la figura del Colonnello Aimable Guy Blancard (Comandante del II Carabiniers a Cheval dal 23 gennaio 1807 al 28 settembre 1813 e, dunque, alla testa degli uomini “rosso-crestati” anche nella massacrante e sfortunata Campagna di Russia), rappresenta, in una “cupa luce”, dove dove bagliori e polvere che fanno da cornice a movimenti di truppe a cavallo si mischiano ai cromatismi di una giornata di grigio rigore nelle distese russe, un ufficiale superiore dei Carabinieri a Cavallo dell’Imperatore.

Qualche nota biografica sul Colonnello Blancard: nato nel 1774, partecipò attivamente alle campagne del periodo rivoluzionario, del Direttorio e Consolare, riportando anche ferite tra cui una significativa al braccio destro.

In epoca Imperiale si comporta benissimo sul campo di Austerlitz e, nel 1806, riveste già il grado di ufficiale superiore.

Alla testa del 2me Carabiniers, prende parte alla Campagna di Polonia del 1807 e si distingue a Friedland. E’ davanti ai carabinieri del 2° anche a Ratisbona e a Wagram. In Russia rifulge tutto il suo valore a Borodino mentre, a Winkovo, ha perfino il cavallo ucciso sotto di lui.

Durante la Campagna del 1813 si guadagna la promozione a Generale di Brigata e l’Imperatore lo aggrega alla Seconda Divisione Corazzieri del Secondo Corpo di Cavalleria, con cui partecipa alla Campagna di Francia del 1814.

Al rientro dell’Imperatore dall’Elba, gli viene affidata una brigata di cavalleria e carica a Waterloo. Mantiene grado ed incarico fino al 1824 e gli viene concesso di ritirarsi a riposo l’1 gennaio 1825.

Gli eventi tumultuosi del luglio 1830 lo rivedono in servizio attivo presso lo Stato Maggiore dell’Esercito e, nel 1832, comanda la Brigata Carabinieri.

Luigi Filippo lo nomina Commendatore della Legion d’Onore in data 16 novembre 1832 e Tenente Generale a Disposizione il 31 dicembre 1835.

Dopo il 1840 farà parte del quadro degli ufficiali generali della riserva, in ossequio alla legge del 4 agosto 1839.

L’Imperatore lo aveva creato Barone dell’Impero.

L’uomo del quadro indossa, sull’uniforme standard per il suo grado e la circostanza (sancita con decreto imperiale del 24 dicembre 1809 e in uso a partire dal 1810) che prevedeva:

  • tunica bianca a falde corte con mostre al colletto e risvolti celeste-azzurro;
  • spalline, controspalline e fregi di granata sui risvolti alle falde in argento;
  • armatura (petto e schiena) in ferro, laminata in rame rosso e bordata in metallo chiaro, riccamente guarnita da finimenti ed accessori in argento e lega rame-ottone;
  • elmo, pure in rame rosso, ma con cimiero in rame dorato, sormontato da voluminosa cresta scarlatta);
  • il vistoso ed abbondante mantello-cappotto in panno celeste-azzurro, dotato di mantellina (“rotonde”), gallonata in argento. Si tratta di un effetto che sembra essere entrato nel guardaroba degli ufficiali della specialità, a partire dalla fine del 1810 e si ha notizia sia di una versione dotata di maniche (come quella che ho fatto indossare al nostro), sia priva delle stesse (dunque, con aspetto assai più simile ad un mantello propriamente detto).

Il Colonnello Blancard utilizza, poi, calzoni per montare quasi certamente in pelle di daino chiara.

Le ghette in tessuto bianco, che appena fuoriescono dal paraginocchio degli stivali da cavalleria pesante, che qui sembrano essere del tipo semi-rigido (una delle tipologie in uso anche presso i colleghi dei Grenadiers a Cheval), normalmente riservati all’alta tenuta.

Ciò sulla base del fatto che, non raramente durante il periodo Napoleonico, personalità istrioniche, eccentriche e carismatiche, andassero alle manovre o anche in battaglia, sfoggiando i loro capi migliori.

Da ciò che è possibile intravedere del panno sotto-corazza blu scuro (le cui altre eccedenze all’altezza delle spalle e del girocollo non sono, ovviamente, visibili), si apprezza la gallonatura e la guarnitura con motivo a foglie di lauro entrambi in argento, mentre pure bordato argento è il cinturino celeste-azzurro chiudi-corazza.

Una coppia di pistole (le cui fonde in cuoio con puntale in argento, sistemate ai lati dei quartieri alti della sella, sono protette da poco eleganti ma funzionali copri-fonde in pelo d’orso) ed una sciabola a lama leggermente ricurva (detta alla Montmorency) con elsa in lega rame-ottone (ve ne erano anche di identiche ma in rame rosso), abbellita da un fregio di granata sulla bombatura, costituiscono l’armamento del nostro uomo. Fodero in lega rame-ottone (o rame rosso), con fornimenti in cuoio nero.

Testiera e briglia (quest’ultima comprensiva di morso, filetto e barbozzale), dell’imponente e nevrile cavallo, sembrano essere quelle da gran montura, con fibbie argentate e falsa capezzina in argento. La gualdrappa è in panno celeste-azzurro ed è abbellita da una spessa gallonatura a duplice elemento (quello più spesso all’esterno), sbalzata in argento. Una patta in cuoio naturale nero, a protezione della gualdrappa dai movimenti del ginocchio, lascia fuoriuscire lo staffile in cuoio rosso, cui è appesa la staffa in ferro.

Ad onore del Secondo Reggimento Carabinieri, mi corre l’obbligo di rammentare, sorvolando sul periodo consolare e pre-imperiale, alcuni dei principali fatti d’arme che vide tra i protagonisti questo glorioso reparto:

  • Austerlitz 1805;
  • Campagna d’Inverno 1806-07: in azione, tra le altre, a Lubecca, Guttstadt e Friedland;
  • con l’Armata “d’Allemagne” le creste scarlatte caricano ad Eckmul, Ratisbona, Aspern-Essling e Wagram;
  • nel sole, nel fango e nel gelo di Russia 1812;
  • ancora alla carica a Dresda, Lipsia ed Hanau 1813;
  • a Montmirail, La Guillotiere, Troyes, Caronne, Laon e a Reims, Campagna di Francia 1814;
  • le ultime, commoventi ed epiche cariche per l’Imperatore a Quatre Bras e Waterloo 1815.
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Una Risposta

  1. ivo Preda

    molto belle ed evocativo,

    27 novembre 2013 alle 10:09

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