Una finestra aperta sulla «grande époque»

Avant le duel a cheval. Le Capitaine Gabriel Florian Feraud et son seconde

Avant le duel a cheval. Le Capitaine Gabriel Florian Feraud et son seconde

Avant le duel a cheval. Le Capitaine Gabriel Florian Feraud et son seconde

Stefano Manni (dell’Isola di Torre Maìna)

Avant le duel a cheval. Le Capitaine Gabriel Florian Feraud et son seconde

du roman de Joseph Conrad “Les duellistes” – Hommage à Ernest Meissonier, Jean Baptiste Edouard Detaille, Lucien Rousselot, Joseph Conrad et Ridley Scott.
Huile sur toile, cm. 30 x 40 – collection de l’auteur.

Prima del duello a cavallo. Il Capitano Gabriel Florian Feraud e il suo secondo

dal romanzo di Joseph Conrad “I duellanti” – Omaggio ad Ernest Meissonier, Jean Baptiste Edouard Detaille, Lucien Rousselot, Joseph Conrad e Ridley Scott.
Olio su tela – cm. 30 x 40 – collezione dell’autore.

Ho dipinto questa piccola tela reinterpretando, dal punto di vista uniformologico (per poter raffigurare due ufficiali del glorioso e notissimo 7° Ussari), una piccola porzione di una, corale, grande e meravigliosa, di Ernest Meissonier (l’immenso artista francese, maestro di Jean Baptiste Edouard Detaille), raffigurante una frotta di corazzieri che, prima della battaglia di Friedland, passa al galoppo davanti al piccolo poggio da dove Napoleone, attorniato dal suo Stato Maggiore ed in sella ad un magnifico grigio, saluta levandosi il bicorno.

I due soggetti da me dipinti, nella configurazione del “mezzobusto a cavallo”, sono desunti e trasformati in capitani del 7° Ussari, da altrettanti elementi del gruppetto di 4 “Chasseurs a Cheval de la Garde” che, situati nella parte sinistra della tela di Meissonier, come scorta ravvicinata dell’Imperatore, trattengono le loro cavalcature, rese nevrili dal fragore del galoppo dei corazzieri, che irrompono dalla loro sinistra.

La scena, nel mio lavoro pittorico, è quella degli istanti che precedono lo scontro a cavallo tra i due avversari, Gabriel Florian Feraud (7° Ussari) ed Armand d’Hubert (4° Ussari), protagonisti dell’avvincente racconto di Joseph Conrad “I duellanti”, in un tardo-autunnale e brumoso pioppeto fuori Lubecca, verso la fine del 1806.

Dipingendo Feraud con espressione un po’ “spiritata” (e chi ha accettato di fargli da secondo, che lo guarda con aria di preoccupato compatimento), spero aver reso giustizia alla descrizione che, sia nel romanzo di Conrad che nello straordinario, bellissimo film che ne ha tratto il regista Ridley Scott, si trova della complessa, irritabile e rissosa personalità di quest’uomo, che fa dell’onore un’ossessione e che è mosso da una tensione revanscista (chiaramente originata dalla frustrazione di una “nascita” meno fortunata di quella del suo antagonista), che ha tutte le tinte della follia.

Mi sfugge, come credo ad altri appassionati della materia, il motivo che ha spinto il regista Scott ad assegnare, nel suo film, il d’Hubert al 3° Ussari (mentre nel racconto del Conrad risulta appartenere al 4°…e i due reparti sfoggiavano cromie dell’unifome assai differenti), così come, sempre nel film, il colletto del dolman del Feraud (7° Ussari) è verde anzichè scarlatto (come previsto, e riportato nelle preziose tavole del Rousselot, per i colori del reggimento).

Per i dettagli uniformologici del lavoro, rimando alla precedente mia tela intitolata “Grande tenue pour le duel”.

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