Una finestra aperta sulla «grande époque»

01 Guardia Imperiale

L’Aigle dans la neige

L’Aigle dans la neige
L’Aigle dans la neige

L’Aigle dans la neige

Stefano Manni (dell’Isola di Torre Maìna)

L’Aigle dans la neige

Olio su tela, cm. 40 x 30 (collezione dell’autore)

Ho dipinto questa piccola tela reinterpretando, dal punto di vista paesaggistico-meteorologico, un particolare di uno splendido e grande quadro di Jean Louis Ernest Meissonier (il grande pittore francese, maestro di Jean Baptiste Edouard Detaille, 21 febbraio 1815 – 31 gennaio 1891), raffigurante l’Imperatore a cavallo, con il suo Stato Maggiore, intento all’osservazione del Campo di Battaglia di Jena.

Ho dunque rappresentato l’Imperatore, in sella ad un (altro…)


Bianche Criniere

Bianche Criniere
Bianche Criniere

Bianche Criniere

Stefano Manni (dell’Isola di Torre Maìna)

Bianche Criniere

Caporale Furiere Trombettiere delle Batterie a Cavallo “Voloire”

Uniforme di Servizio primaverile mod. 1887, conforme ai Regolamenti datati 12 novembre 1874. Pastelli e Olio su carta spolvero, cm. 33 x 48 (collezione privata).

Ho eseguito questo lavoro a tecnica mista in omaggio ai (altro…)


Immagine

Igne celerrime diruo

Reggimento Artiglieria Celere «Principe Eugenio di Savoia» (1°)
Reggimento Artiglieria Celere «Principe Eugenio di Savoia» (1°)

Reggimento Artiglieria Celere «Principe Eugenio di Savoia» (1°)

Stefano Manni (dell’Isola di Torre Maìna)

“Igne celerrime diruo”

Stemma e motto araldici del Reggimento Artiglieria Celere «Principe Eugenio di Savoia» (1°). Pastelli misti su carta spolvero, cm. 35 x 24, collezione privata.

Questo reparto «Volòire» fu uno dei tre reggimenti di artiglieria motorizzata per Divisione Celere gemmati dallo scioglimento del Reggimento Artiglieria a Cavallo nell’ottobre del 1934.

Il «Primo Articelere» ebbe sede a Pordenone. Prese parte dal febbraio 1941 alle operazioni sul Fronte libico con i suoi gruppi motorizzati. Nel giugno del 1941 perse il gruppo a cavallo, che confluì a ricostituire, unitamente ai gruppi a cavallo degli altri «articeleri», il Reggimento Artiglieria a Cavallo (3°) in approntamento per la Campagna di Russia.

Fu ufficialmente disciolto per eventi bellici il 27 novembre 1942. (altro…)


Le Roland de l’Armée

Le Roland de l'Armée
Le Roland de l'Armée

Le Roland de l’Armée

Stefano Manni (dell’Isola di Torre Maìna)

Le Roland de l’Armée

Portrait, en Grand Bicorne, de Jean Lannes, Prince de Siewierz, Duc de Montebello et Marechal de l’Empire – Lectoure, 10 avril 1769 – Ebersdorf, 31 mai 1809, inspiré par une peinture signé Julie Volpeliere (d’après Gérard).

“L’Orlando dell’Armata”- Ritratto, in Grande Bicorno, di Jean Lannes, Principe di Siewierz, Duca di Montebello e Maresciallo dell’Impero – Lectoure 10 aprile 1769 – Ebersdorf, 31 maggio 1809, ispirato al ritratto del maresciallo firmato Julie Volpeliere (da Gérard).
Omaggio a Francois Gérard, Julie Volpeliere, Ernest Meissonier, Jean Baptiste Edouard Detaille e Lucien Rousselot – ossequio a David G. Chandler ed al Professor Donald D. Horward – olio su tela cm. 30 x 24, collezione dell’autore.

Ho dipinto quest’altra piccola tela, con grande emozione, nell’ammirato e deferente ricordo di una delle più emblematiche e sfolgoranti figure, nella numerosa compagine di Uomini e Soldati, che servirono l’Imperatore.

Jean Lannes vide la luce, secondogenito dei 4 maschi ed una femmina di un contadino guascone, il (altro…)


Petit bivouac de l’Empereur

Stefano Manni (dell’Isola di Torre Maìna)

Petit bivouac de l'Empereur
Petit bivouac de l’Empereur

“Petit bivouac de l’Empereur” – l’Empereur en habit a la chasseur et capote

Olio su tela, cm 30 x 13, collezione dell’autore.

Questa piccolissima tela, che nasce da una rivisitazione e re-interpretazione di un bellissimo lavoro del 1888 di Ernest Crofts (il valente pittore inglese 1847 – 1911, contemporaneo di Edouard Detaille, nato e morto un anno prima rispetto al grande Maestro francese), rappresenta l’Imperatore al termine di una giornata che, certamente, non è stata priva di tumulti e concitazione.

L’atmosfera e la situazione sono inequivocabilmente quelle di un bivacco, allestito in una porzione del terreno in precedenza occupato dall’avversario (ne sono testimonianza la palla di cannone di piccolo calibro che, dopo l’impatto al suolo, si è fermata in corrispondenza della lieve protuberanza del terreno ed il ferro che un qualche “equino nemico” ha perduto…circostanza tutt’altro che infrequente. All’angolo destro basso dell’immagine si indovina l’orma, che la ruota di un carriaggio ha lasciato sul terreno, residuo che porta ad immaginare una non lontana, fangosa giornata di pioggia).

(altro…)

Il “principio dell’assimilazione”

Apres le feu et le galop

Apres le feu et le galop, cannoniere dell’artiglieria a cavallo della guardia (Stefano Manni di Torre Maina)

La Guardia Imperiale, nata di già come nucleo elitario, divenne, ben presto, una sorta di esercito a parte nell’ambito della oceanica Grande Armée, con le sue unità di Cavalleria, Artiglieria, Fanteria, Genio ecc. Anche la Marina Napoleonica imbarcava unità della Guardia.

L’Imperatore si interessava personalmente a tutto ciò che riguardava la Guardia e si dice che Egli stesso desse il “placet” per promozioni, avanzamenti e variazioni matricolari e di status.

Pur provenendo il Grande Còrso dai ranghi dell’Artiglieria, Egli ha sempre attribuito enorme importanza al ruolo ed alla funzione della Cavalleria, considerandola il suo vero braccio mobile di comando.

Hommes du Colonel Lepic

Hommes du Colonel Lepic

Non ci è dato di sapere con certezza quale valore Napoleone attribuisse alla cultura ed all’istruzione dei suoi uomini, ma più di una fonte riferisce che, a suo avviso, la Cavalleria doveva essere un’arma intelligente e, dunque, con ufficiali, sottufficiali e soldati generalmente più istruiti rispetto ai colleghi delle altre armi e specialità…ciò, a maggior ragione, riguardo la Cavalleria della Guardia.

In generale va detto che la Cavalleria della Guardia veniva impiegata secondo le medesime modalità tattiche delle altre unità della stessa arma della Grande Armée ma, come per le altre compagini della Guardia, rispetto alla Linea si applicava il cosiddetto “principio dell’assimilazione”, disposizione diretta di Napoleone, in virtù della quale chiunque dalla Guardia transitasse nella Linea, certamente senza demerito, avrebbe rivestito il grado immediatamente superiore (pur con qualche aggiustamento o caso particolare).

Vieux sabre, honneur du Capitaine

Vieux sabre, honneur du Capitaine

In base all’assimilazione, dunque, potremmo così riepilogare i gradi nella Guardia e nella Linea:

  • Soldato nella Guardia = Caporale nella Linea;
  • Caporale nella Guardia = Sergente nella Linea;
  • Sergente nella Guardia = Aiutante Sottufficiale nella Linea;
  • Sergente Maggiore nella Guardia = Sottotenente nella Linea;
  • Tenente in seconda nella Guardia = Tenente nella Linea;
  • Tenente in prima nella Guardia = Capitano nella Linea;
  • Capitano nella Guardia = Comandante / Vice Comandante di Battaglione nella Linea;
  • Maggiore nella Guardia = Tenente Colonnello / Colonnello nella Linea.

Qui di seguito, invece, la corrispondenza dei gradi tra Cavalleria e Fanteria:

  • Brigadiere in Cavalleria = Caporale in Fanteria;
  • Maresciallo di Logistica in Cavalleria = Sergente in Fanteria;
  • Maresciallo di Logistica Capo in Cavalleria = Sergente Maggiore in Fanteria;
  • Comandante di Squadrone in Cavalleria = Comandante di Battaglione in Fanteria.

Fonte bibliografica : Collana “Histoire et Collections” – Officers et Soldats – La Garde Imperiale 2. Les Troupes a Cheval, 1804 – 1815 par André Jouineau et Jean Marie Mongin – libera traduzione integrata di Stefano Manni (di Torre Maina)


Video

Dernier carré de la Garde à Waterloo: “La Garde meurt mais ne se rend pas!”


La giberne perdue

La giberne perdue

La giberne perdue

Stefano Manni (dell’Isola di Torre Maìna)

La giberne perdue

Ufficiale subalterno dei Dragoni della Guardia Imperiale (Dragons de l’Imperatrice), uniforme da campagna fine 1813 – 1814 Campagna di Sassonia-Baviera, Tributo a Lucien Rousselot, omaggio a Jean Baptiste Edouard Detaille e memoria di Louis Michel Letort. Olio su tela cm. 50 x 30.

Per i dettagli uniformologici ed iconografici di questa tela, rimando al mio precedente lavoro dal titolo Avec son trompette, naturalmente nei termini di quanto afferisce il rango dell’uomo ritratto.

Come desumibile dalle cromie del paesaggio, siamo al termine di una tersa giornata autunnale ed una certa brezza spira dalla destra di chi guarda l’immagine, muovendo il crine del cavallo (che pure risente dei sussulti dovuti al momento del passaggio dal trotto al passo, in conseguenza de tiro a se delle (altro…)


Immagine

Dessin-etude preparatoire

dessin-etude preparatoire 61

dessin-etude preparatoire 61


Vieux sabre, honneur du Capitaine

Vieux sabre, honneur du Capitaine

Vieux sabre, honneur du Capitaine

Vieux sabre, honneur du Capitaine

Stefano Manni (dell’Isola di Torre Maìna)

Vieux sabre, honneur du Capitaine – Grande Tenue sur sellerie pour service de route

(Vecchia sciabola, onor di Capitano – Alta Tenuta su selleria e bardatura per servizi di marcia o scorta)

Capitano anziano dei Cacciatori a Cavallo della Guardia Imperiale, alta tenuta 1804 – 1808.

Tributo a Lucien Rousselot ed omaggio a Jean Baptiste Edouard Detaille. Olio su tela cm. 50 x 40

Ho dipinto questa tela (adottando la soluzione pittorica del mezzobusto a cavallo sfumato al basso), nella quale l’uniforme indossata dalla figura in primo piano (“Grande Tenue”), è in disaccordo con la bardatura del cavallo (“Sellerie  a la chasseur / pour service de route”).

Per dirimere la questione, e prima di passare alla disamina degli aspetti iconografici del lavoro, possiamo senz’altro ipotizzare che il nostro capitano, reduce da un impegno che prevedeva l’alta tenuta (quale un servizio di rappresentanza, un picchetto d’onore o altra similare esigenza), dovesse immediatamente dopo svolgere un servizio di natura più ordinaria (come una scorta o una pattuglia a cavallo).

L’uomo, dunque, terminata la prima incombenza, si sarà attardato per qualche motivo (magari “galante”, cosa non rara tra i coraggiosi gentiluomini in forza alla cavalleria francese dell’epoca) e, mentre il suo fido attendente si è dato da fare per fargli trovare il cavallo regolarmente equipaggiato per quella successiva, egli non ha avuto il tempo materiale di cambiarsi d’abito e di adeguarsi alla tenuta detta “Tenue en habit a la  Chasseur” indossata, invece, (altro…)