Una finestra aperta sulla «grande époque»

02 Cavalleria di Linea

Casque de valeur en Russie

Casque de valeur en Russie

Casque de valeur en Russie

Stefano Manni (dell’Isola di Torre Maìna)

Casque de valeur en Russie

Olio su tela, cm 35 x 25, collezione dell’Autore

Ufficiale superiore del 2me Carabiniers a Cheval, Campagna di Russia 1812

Omaggio ad Edouard Detaille e a Lucien Rousselot. Tributo al Colonnello Aimable Guy Blancard.

La piccola tela che ho dipinto, ispirata da un suggestivo quadro di Detaille e che, per il rango del protagonista potrebbe richiamare la figura del Colonnello Aimable Guy Blancard (Comandante del II Carabiniers a Cheval dal 23 gennaio 1807 al 28 settembre 1813 e, dunque, alla testa degli uomini “rosso-crestati” anche nella massacrante e sfortunata Campagna di Russia), rappresenta, (altro…)

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En manteau-capote

En manteau-capote

En manteau-capote

Stefano Manni

En manteau-capote

Sergente e corazziere del III Reggimento in uniforme da campagna con mantello-cappotto, 1812-1813

Olio su tela, cm. 40 x 30

Un omaggio a Jean Baptiste Edouard Detaille ed a Lucien Rousselot.

Nella singolare luce di un tardo pomeriggio autunnale, che volge ormai al tramonto, dove il sereno sembra voler tornare dopo abbondante pioggia, aiutato da una sostenuta brezza (che spira al traverso di destra, rispetto alla posizione di cavallo e cavaliere in primo piano), una pattuglia di due elementi del 3° Corazzieri sosta un istante a scrutare le possibili direzioni di provenienza di una eventuale minaccia agli acquartieramenti o bivacchi del reparto.

Il luogo sembra desolato, il paesaggio brullo e le condizioni (altro…)


Automne

Automne

Automne

Stefano Manni (dell’Isola di Torre Maìna)

Automne

Subalterno del II Ussari in uniforme da campagna 1805.

Olio su tela, cm. 40 x 30

Il titolo del quadro è suggerito dalle tonalità del paesaggio autunnale (nel quale spiccano tre snelle betulle in primo piano a destra della tela), entro cui si muove, al trotto leggero, il nostro uomo in sella alla sua cavalcatura dal mantello sauro.

Il cielo non è di certo sereno e terso e la pozzanghera che ho (altro…)


Là-bas

Là-bas

Là-bas

Stefano Manni (dell’Isola di Torre Maìna)

Là-bas

Ufficiali VI Lancieri e V Ussari, uniforme di servizio e campagna 1813

Olio su tela cm. 40 x 30, collezione dell’Autore

Un ondulato paesaggio collinare, in un limpido tardo pomeriggio di un probabile fine settembre – inizi ottobre (prova ne sono le piccole infiorescenze viola dette “settembrine”), fa da sfondo a questi due gentiluomini effettivi al (altro…)


Le trompette au Calvaire

Le trompette au Calvaire

Le trompette au Calvaire

Stefano Manni  (dell’Isola di Torre Maìna)

Le trompette au Calvaire

Tromba del XIII Dragoni di Linea in uniforme di servizio e campagna 1808 – 1812 olio su tela cm. 40 x 30

Un piccolo drappello di dragoni francesi del 13° reggimento è di rientro al termine di un servizio di pattuglia o, più probabilmente, di ricognizione.

Li precede, di qualche lunghezza, il loro trombettiere che, nei suggestivi cromatismi e nella calma atmosfera di un tardo pomeriggio (dove il sole, ormai prossimo al tramonto, si ritaglia qualche spazio colorando di rosa cirri e qualche cumulo), ha arrestato la sua cavalcatura dinnanzi ad una stele sormontata da una vecchia Croce in ferro battuto, sulla strada che, in leggera salita, conduce ad un borgo ed ad altri abitati visibili sullo sfondo.

L’uomo approfitta di questa breve sosta per farsi raggiungere dai (altro…)


Dernier soleil

Dernier soleil

Dernier soleil

Stefano Manni (dell’Isola di Torre Maìna)

Dernier soleil 

VII Reggimento Ussari, alta tenuta di servizio 1808 – 1809

Un collinare e compartimentato paesaggio, in un tardo pomeriggio, fa da sfondo a questi due effettivi, un ufficiale subalterno ed un ussaro del famoso e celebratissimo VII Reggimento, i cui componenti erano noti anche con l’appellativo «Les Hussards de Lasalle».

L’ufficiale sembra aver arrestato l’andatura del suo cavallo e, nella gestualità, pare invitare l’uomo che lo sta raggiungendo, a fare altrettanto.

Entrambi mostrano, nell’abbigliamento e negli accessori, i colori tipici del 7° Ussari: dolman e pelisse verde medio/scuro ed (altro…)


Criniere blanche a la charge

Criniere blanche a la charge

Criniere blanche a la charge

Stefano Manni

Criniere blanche a la charge

Tromba del Settimo Corazzieri, tenuta da campagna 1811

La figura (liberamente mutuata ed adattata da una tela del grande Edourad Detaille),  si ispira ad una tavola uniformologica a colori del Martinet, riportante una delle due versioni dell’uniforme dei musicanti del VII Corazzieri Francesi nell’anno in argomento, per la precisione, quella che prevede giubba e mostre al colletto color giallo giunchiglia, bottoniere e profilatura del colletto in blu e mantello (affardellato sulla valigia dietro l’arcione posteriore della sella), ripiegato in modo che sia visibile parte della saia interna scarlatta. La giubba è chiusa da 9 bottoni di peltro leggermente bombati e recanti, stampigliato, il numerale del reggimento. L’altra contemporanea versione, differisce nella tinta delle bottoniere e della profilatura del colletto, che sono bianchi. Per entrambi sono previsti calzoni al ginocchio in tessuto grezzo color ocra-marroncino (da utilizzarsi con ghette interne in tessuto bianco per una migliore calzata dello stivale alto con paraginocchio), pennacchio (se non riposto nella valigia recante il numerale del reggimento, come in questo frangente) scarlatto, così come la cordellatura della tromba. Le spalline sono in lana frangiata bianca. Il pennacchio scarlatto, destinato ad ornare l’elmo nelle occasioni ufficiali (ancorchè non di rado anche in campagna ne venisse fatto sfoggio), è stato certamente riposto nella valigia, se non lasciato presso l’alloggio o il bivacco. Il cinturone, che sulla sinistra reca i pendagli reggi sciabola, è in cuoio tinto bianco con fibbia in rame ottonato recante il fregio di granata in rilievo. Interessante rimarcare che, nonostante nella stragrande maggioranza delle rappresentazioni iconografiche i trombettieri del Settimo Corazzieri ci vengono tramandati come ligi alla tradizione che voleva i musicanti delle truppe “corazzate” indossare la vistosa giubba con bottoniere, a tinte diverse da reggimento a reggimento (derivante forse da una mancanza di effetti per tutti), questo reparto fosse l’unico ad avere corpetti a sufficienza anche per le sue “cornettes”. Che l’anno sia il 1811 è confermato anche dal fatto che il nostro, (contrariamente a tanti suoi commilitoni che preferirono ignorare, ancorchè non senza motivo, i regolamenti), indossa l’impopolare e scadente modello di elmo entrato in servizio, per la truppa dei corazzieri, proprio in quell’anno, e che, col suo cimiero privo di sbalzi e istoriazioni, la cattiva qualità del ferro per il coppo, della pelliccia del turbante, del rame ottonato del cimiero, del crine di cavallo ad ornamento dello stesso (bianco per  trombettieri e nero per i cavalleggeri) e del soggolo, risultò un insoddisfacente surrogato dei precedenti, ma più costosi, modelli. La gualdrappa-coprifonde è in vello di pecora nero, profilata a denti di lupo nel colore reggimentale, mentre la copertina sottosella è blu scuro, gallonata in bianco e profilata in blu scuro e recante, nei vertici delle estremità posteriori, il fregio di granata (distintivo delle truppe pesanti), in stoffa bianca. Gli staffili sono in cuoio ungherese bianco, mentre la staffe sono in ferro brunito. L’uomo è armato con la sciabola d’ordinanza a lama diritta con fodero in ferro ed elsa in rame ottonato e con una coppia di pistole riposte nelle apposite fonde, situate sui quartieri alti della sella e celate dalla predetta gualdrappa in vello di pecora. Una cinghietta in cuoio, passante sotto la suola e sopra il collo del piede, assicura gli speroni agli stivali. L’eccitata cavalcatura del nostro protagonista, che ha sopravanzato di qualche lunghezza quelle montate dalle altre “sciabole” del Settimo, che caricano nel fragore, nella polvere e nel fumo del campo di battaglia, è grigia…come tradizione (e secondo la disponibilità) per i trombettieri di pressoché tutte la specialità montate.

Olio su tela

Cm 40 x 30

Collezione privata


Route en hiver

Route en hiver

Route en hiver

Stefano Manni

Route en hiver

Ufficiale e Tromba del Secondo Reggimento Carabinieri a Cavallo, tenuta da campagna 1810 – 1811

La tela mostra un ufficiale (in primo piano in sella a cavallo baio-scuro) ed un trombettiere del II Carabinieri a Cavallo, nel periodo compreso tra il 1810 ed il 1811. L’appartenenza al secondo reggimento è testimoniata dalla cresta azzurra che orna il cimiero del trombettiere (senza armatura, secondo la generale tradizione delle truppe montate dotate di corpetto, e con la giubba guarnita dalle caratteristiche bottoniere bianche), i trombettieri del primo reggimento, infatti, secondo fonti storiche, erano soliti sfoggiare una cresta (altro…)


Au petit trot

Au petit trot

Au petit trot

Stefano Manni  (dell’Isola di Torre Maìna)

Au petit trot

Ufficiali del Terzo Corazzieri – ufficiale del Settimo Ussari

Omaggio a Edouard Detaille 

Questo lavoro, come la grande  maggioranza dei miei, si ispira ad una tela del grande Jean Baptiste Edouard Detaille cui, nella mia, ho cambiato alcuni soggetti, eliminato altri e modificato il paesaggio. L’ originale del grande Maestro Francese, è incentrata su un generale di cavalleria pesante con la sua scorta, e su di un reparto di Grenadiers a Cheval, che si avvia sulla sua sinistra. La mia tela, mostra, invece, (altro…)


Au carrefour en une journèe d’automne: Souvenir de d’Hautpoul, 1805

Au carrefour en une journèe d’automne: Souvenir de d’Hautpoul, 1805

Au carrefour en une journèe d’automne: Souvenir de d’Hautpoul, 1805

Stefano Manni  

Au carrefour en une journèe d’automne: Souvenir de d’Hautpoul, 1805

Generale di Divisione di cavalleria pesante

Il dipinto, che trae ispirazione da una delle tante e celebri tele di Edouard Detaille, l’insigne maestro francese (allievo prediletto di Jean Louis Ernest Meissonier), ispiratore di cospicua parte dei miei lavori a tema Napoleonico, vuole fare omaggio e memoria ad uno dei più grandi e carismatici comandanti di cavalleria che hanno servito sotto l’Imperatore: il Generale Jean Joseph Ange, conte d’Hautpoul. Legatissimo alla specialità dei corazzieri (che magistralmente guidò, assieme al Generale Nansouty, nella fragorosa e travolgente carica che ad Austerlitz sbaragliò il corpo di cavalleria austriaco, consegnando a Napoleone una delle sue più brillanti e leggendarie vittorie), ci viene tramandato come un uomo di imponente presenza fisica, (una sorta di gigante, per l’epoca), spesso in sella a cavalli poderosi, pur nella flessuosità ed eleganza proprie dell’animale “motore della civiltà”. Nato il 13 maggio 1754 a Cahuzac sur Vère, da una delle più illustri e datate famiglie di Francia, aveva soltanto 15 anni quando, per la prima volta, vestì l’uniforme della Legione Còrsa. Due anni più tardi, si ha notizia di lui nelle fila dei Cacciatori della Linguadoca e nel 1777 ricevette le sue prime spalline da ufficiale: Sottotenente. Dopo lo scoppio della Rivoluzione, nonostante i suoi nobili natali, non pensò di lasciare l’Esercito e, tra il 1792 ed il 1794 bruciò rapidamente le tappe della carriera militare. La sua carismatica personalità, unita all’eccezionale ascendente che aveva sui sottoposti, ne fecero un (altro…)