Una finestra aperta sulla «grande époque»

03 Personaggi napoleonici

The last opponent of the Emperor

The last opponent of the Emperor
The last opponent of the Emperor

The last opponent of the Emperor

Stefano Manni (di Torre Maina)

The last opponent of the Emperor

Olio su tela cm. 30 x 20

Ho dipinto questa piccola tela, ispirata al bellissimo quadro, opera di Sir Thomas Lawrence, dipinto nel 1814, nell’anno in cui ricorre il bicentenario della Battaglia di Waterloo e non è certamente inesatto affermare che, al pari dell’ammiraglio Horatio Nelson, anche Arthur Wellesley (primo Duca di Wellington e comandante militare sul campo della coalizione che in quell’epica battaglia sconfisse l’Imperatore), rappresenti un’icona della storiografia inglese del XIX Secolo.

Alcune brevi e sintetiche note biografiche su quello che sarà il soldato, il Maresciallo di Campo e lo statista Arthur Wellesley (tra i contemporanei compatrioti più tardi noto come “il duca di ferro”); vede la luce il primo maggio 1769 (giusto 3 mesi e ½ prima dell’Imperatore Napoleone Primo) in Irlanda, esattamente al (altro…)

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The last opponent of the Emperor, studio-disegno preparatorio

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERAStefano Manni (di Torre Maina)

The last opponent of the Emperor

Etude pour un portrait de monsieur Arthur Wellesley, 1re duc de Wellington, le dernier adversaire de l’Empereur, inspiré par une peinture de sir Thomas Lawrence, effectué en 1814.

Drawing for a portrait of sir Arthur Wellesley, 1st duke of Wellington, the last opponent of the Emperor, inspired by a painting by sir Thomas Lawrence, performed in 1814.

Studio-disegno preparatorio per un ritratto di Sir Arthur Wellesley, 1° Duca di Wellington, l’ultimo avversario dell’Imperatore, ispirato da un dipinto del 1814 di Sir Thomas Lawrence.


L’Empereur, en Habit a la Chasseur a Cheval de la Garde

Stefano Manni (dell’Isola di Torre Maìna)

L’Empereur, en Habit a la Chasseur a Cheval de la Garde – 1809

olio su tela, cm. 30 x 24

Omaggio a Paul Delaroche , Lucien Rousselot e Jean Baptiste Edouard Detaille.

Anche questa mia piccola tela è dedicata all’Imperatore, raffigurato ancora a mezzo-busto, e sempre liberamente ispirata al lavoro di Delaroche. Storicamente potremmo collocarci intorno all’estate del 1809, segnatamente nei primi giorni del luglio di quell’anno, ad una manciata di ore, si può dire, dalla Battaglia di Wagram.

Sono, dunque, trascorsi quasi 3 anni dalla “Campagna d’Inverno” (1806 – 1807, nel corso delle cui vicende ho immaginato di collocare il precedente ritratto di Napoleone) e, pur risultando chiaro trattarsi della stessa persona, nella stessa postura e con il medesimo sguardo, tuttavia forse si nota un che, quasi impercettibile, di diverso nell’espressione…dovuto alle vicende storico-politico-militari e, (altro…)


L’Empereur, en chapeau, pour les Grenadiers a Pied de la Garde

L’Empereur, en chapeau, pour les Grenadiers a Pied de la Garde

Stefano Manni (di Torre Maina)

L’Empereur, en chapeau, pour les Grenadiers a Pied de la Garde

olio su tela, cm. 30 x 24

Omaggio a Paul Delaroche (il grande Maestro francese 1797 – 1856, allievo di Antoine Jean Baron Gros), Lucien Rousselot e Jean Baptiste Edouard Detaille.

Questa piccola tela dedicata all’Imperatore, raffigurato a mezzo-busto, è liberamente ispirata al celebre lavoro di Delaroche che, invece, lo ritrae a figura intera ed a capo scoperto. Possiamo ragionevolmente supporre di essere intorno alla seconda metà del mese di ottobre 1806 e l’espressione riflessiva e tranquilla al contempo, è certo conseguenza dei pensieri di Napoleone dopo la doppia vittoria di Jena-Auerstadt (14 ottobre 1806), mentre prendono corpo i prodromi di quella che sarà la “Campagna d’Inverno” del 1806 – 1807.

L’Uomo che ha dato il proprio nome ad un’epoca, era letteralmente venerato dai suoi soldati…la sua figura, dalla statura fisica modesta, il semplice cappello nero a bicorno e, non di rado, le falde del suo tipico e disadorno cappotto grigio che ondeggiavano tra i fumi e la polvere dei campi di battaglia, erano divenuti, per questi uomini, forse più familiari del pensiero del proprio padre ed, ai loro occhi, costituivano l’immagine di un capo geniale e brillante, di un comandante dotato di un carisma straordinario, che si segue ovunque e comunque e per il quale si è pronti a tutto.

Tra i reparti della Guardia Imperiale, che maggiormente gli furono sempre assai più che vicini, sia in termini morali che propriamente fisici, nella ininterrotta e diuturna vigilanza ravvicinata della sua persona e salvaguardia della sua incolumità, gli “Chasseurs a Cheval “ed i “Grenadiers a Pied” ebbero, di certo, un ruolo di preminenza.

L’incredibile attaccamento ed affetto, che gli effettivi di queste formazioni rivolgevano all’Imperatore, era da questi ricambiato, tra l’altro, con l’assiduità con cui egli soleva indossare la loro uniforme con i gradi, naturalmente simbolici, di colonnello.

In questo lavoro ho, dunque, ripreso l’immagine propostaci da Delaroche, nella quale il Grande Còrso indossa la tunica (nel caso specifico in morbido e pregevole panno blu scuro con risvolti al petto bianchi e bottoni tipici della Guardia…piatti, con leggero risalto sul perimetro e l’aquila al centro) dei “Grenadiers a Pied de la Garde Impèriale”, aggiungendo il celeberrimo e succitato bicorno con coccarda tricolore e fermaglio della stessa a “V” con il quale Napoleone è entrato nell’immaginario e nella memoria collettiva di contemporanei e posteri.

I paramani sono scarlatti con patte a tre punte (e relativi bottoncini dorati) bianche.
Anche nello splendido dipinto del Maestro francese, complice di certo la luce dell’opera, viene enfatizzato il marcato e pressoché onnipresente pallore che sembra essere stata una delle principali caratteristiche del volto di colui che fu arbitro dei destini d’Europa.

Sullo sfondo, in basso a destra, si percepisce l’alto schienale di una poltroncina o divanetto con parti in legno dorate e fodera in velluto scarlatto, impreziosita da piccole figure stilizzate di ape…simbolo delle virtù imperiali della laboriosità e fecondità.

Degne di nota, sull’augusto petto, la “Legion d’Honneur” (che parzialmente copre l’Ordine della Corona di Ferro) e la placca in argento di “Gran Maestro dell’Ordine della Legion d’Onore” (anch’essa parzialmente coperta dal risvolto al petto sinistro della tunica, di cui si ha notizia di versioni sia ricamate in filio d’argento che come spilla).

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5 maggio, Vive l’Empereur!

A Cherbourg a cheval

A Cherbourg a cheval

Ma vraie gloire, ce n’est pas d’avoir gagné quarante batailles ; Waterloo effacera le souvenir de tant de victoires. Ce que rien n’effacera, ce qui vivra éternellement, c’est mon code civil, ce sont les procès-verbaux du Conseil d’Etat

 

 

 

IL CINQUE MAGGIO

Ode di Alessandro Manzoni

 

Ei fu. Siccome immobile,
Dato il mortal sospiro,
Stette la spoglia immemore
Orba di tanto spiro,
Così percossa, attonita
La terra al nunzio sta,

Muta pensando all’ultima
Ora dell’uom fatale;
Nè sa quando una simile
Orma di piè mortale
La sua cruenta polvere
A calpestar verrà.

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Casque de valeur en Russie

Casque de valeur en Russie

Stefano Manni (dell’Isola di Torre Maìna)

Casque de valeur en Russie

Olio su tela, cm 35 x 25, collezione dell’Autore

Ufficiale superiore del 2me Carabiniers a Cheval, Campagna di Russia 1812

Omaggio ad Edouard Detaille e a Lucien Rousselot. Tributo al Colonnello Aimable Guy Blancard.

La piccola tela che ho dipinto, ispirata da un suggestivo quadro di Detaille e che, per il rango del protagonista potrebbe richiamare la figura del Colonnello Aimable Guy Blancard (Comandante del II Carabiniers a Cheval dal 23 gennaio 1807 al 28 settembre 1813 e, dunque, alla testa degli uomini “rosso-crestati” anche nella massacrante e sfortunata Campagna di Russia), rappresenta, (altro…)


Le General Jean Jacques Desvaux de Saint Maurice, Baron de l’Empire

Le General Jean Jacques Desvaux de Saint Maurice, Baron de l’Empire

Le General Jean Jacques Desvaux de Saint Maurice, Baron de l’Empire

Stefano Manni

Le General Jean Jacques Desvaux de Saint Maurice, Baron de l’Empire

La tela che ho dipinto, ancorché di contenute dimensioni, ritrae, nell’uniforme con la quale maggiormente l’iconografia ce lo tramanda, il Generale Jean Jacques Desvaux de Saint Maurice. Si tratta di una delle figure di spicco sulle quali il “Grande Corso” poté sempre contare. Il nostro protagonista, nasce a Parigi il 26 giugno 1775. Ad 11 anni, nel 1786, entra nel collegio di Juilly, dove resta fino al 1790. Poco più tardi, nel 1792, lo troviamo Allievo Sottotenente presso la Scuola di Artiglieria di Chalons ed il 1° settembre di quell’anno è nominato Sottotenente in Seconda presso il 4° Reggimento Artiglieria a Piedi. Si distingue per comportamento, capacità e resa in servizio e, solo 3 mesi dopo, il 1° dicembre, viene promosso Sottotenente in Prima. Tra il 1792 e il 1793, assegnato all’ “Armèe des Alpes”, serve sotto Kellermann (altro nome destinato a fulgida memoria agli ordini di Napoleone). Il 31 luglio 1793, è nominato Aiutante Maggiore ed il 22 settembre consegue il grado di Capitano… in quello stesso anno prende parte all’assedio di Lione ed al fatto d’arme di Boulon. Il 23 maggio 1794 lo troviamo tra (altro…)


Au carrefour en une journèe d’automne: Souvenir de d’Hautpoul, 1805

Au carrefour en une journèe d’automne: Souvenir de d’Hautpoul, 1805

Au carrefour en une journèe d’automne: Souvenir de d’Hautpoul, 1805

Stefano Manni  

Au carrefour en une journèe d’automne: Souvenir de d’Hautpoul, 1805

Generale di Divisione di cavalleria pesante

Il dipinto, che trae ispirazione da una delle tante e celebri tele di Edouard Detaille, l’insigne maestro francese (allievo prediletto di Jean Louis Ernest Meissonier), ispiratore di cospicua parte dei miei lavori a tema Napoleonico, vuole fare omaggio e memoria ad uno dei più grandi e carismatici comandanti di cavalleria che hanno servito sotto l’Imperatore: il Generale Jean Joseph Ange, conte d’Hautpoul. Legatissimo alla specialità dei corazzieri (che magistralmente guidò, assieme al Generale Nansouty, nella fragorosa e travolgente carica che ad Austerlitz sbaragliò il corpo di cavalleria austriaco, consegnando a Napoleone una delle sue più brillanti e leggendarie vittorie), ci viene tramandato come un uomo di imponente presenza fisica, (una sorta di gigante, per l’epoca), spesso in sella a cavalli poderosi, pur nella flessuosità ed eleganza proprie dell’animale “motore della civiltà”. Nato il 13 maggio 1754 a Cahuzac sur Vère, da una delle più illustri e datate famiglie di Francia, aveva soltanto 15 anni quando, per la prima volta, vestì l’uniforme della Legione Còrsa. Due anni più tardi, si ha notizia di lui nelle fila dei Cacciatori della Linguadoca e nel 1777 ricevette le sue prime spalline da ufficiale: Sottotenente. Dopo lo scoppio della Rivoluzione, nonostante i suoi nobili natali, non pensò di lasciare l’Esercito e, tra il 1792 ed il 1794 bruciò rapidamente le tappe della carriera militare. La sua carismatica personalità, unita all’eccezionale ascendente che aveva sui sottoposti, ne fecero un (altro…)


A Cherbourg a cheval

A Cherbourg a cheval

A Cherbourg a cheval

Stefano Manni

A Cherbourg a cheval

da un’immagine del monumento equestre all’Imperatore di Cherbourg

Pastello su cartone colorato

Cm 46 x 30 ca.

Collezione privata

Inserimento 13 luglio 2010


Il giovane Bonaparte

Il giovane Bonaparte

Il giovane Bonaparte

Stefano Manni

Ritratto del giovane Bonaparte, ventitreenne ufficiale della Guardia nazionale

(tratto liberamente da una tela di Philippoteaux)

Olio su tavola ovale

Cm 30 x 40

Collezione dell’Autore