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L’Aigle qui ne se soucie pas de la mitraille

L’Aigle qui ne se soucie pas de la mitraille

Stefano Manni (dell’Isola di Torre Maìna)

L’Aigle qui ne se soucie pas de la mitraille

Marechal des Logis Porta-Aquila del XII Corazzieri, Waterloo 18 giugno 1815.

Olio su tela, cm 40 x 30

La scena che ho dipinto, è collocabile nel pomeriggio dell’infuocata giornata di Waterloo. Rappresenta un Marechal des Logis del XII Corazzieri incaricato di portare l’Insegna reggimentale nel corso di una delle fragorose, eroiche e commuoventi cariche che la cavalleria dell’Imperatore condusse in quell’epico scontro.

La mia “immaginazione” -nell’affidare l’Aquila a questo veterano- non si è poi discostata di molto da quanto pare avvenisse nella realtà: sembra, infatti, assai diffusa la prassi di assegnare questa incombenza a sottufficiali anziani e di consumata esperienza.

Le fucilate nemiche fischiano ed uno squadrone del dodicesimo carica tra il fumo dei moschetti, che gradatamente si allunga in lingue biancastre, in un vasto campo di grano e segale…ma tenterò di situare esattamente l’episodio con l’ausilio, tra le altre fonti, anche e soprattutto di quanto, sul fatto, viene riferito dal Prof. Barbero, nel suo splendido
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Dessin-étude preparatoire pour «L’Aigle qui ne se soucie pas de la mitraille»

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Stefano Manni

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Marechal des Logis Porta-Aquila del XII Corazzieri, Waterloo 18 giugno 1815.

Disegno, studio preliminare


Derniere Trophèe

Derniere Trophèe

Derniere Trophèe

Stefano Manni

Derniere Trophèe

Corazziere in uniforme da campagna, VIII reggimento, Waterloo, 18 giugno 1815, olio su tela, cm. 60 x 30

Ho dipinto questa tela, dalle insolite dimensioni, per celebrare un particolare episodio avvenuto durante gli epici ed epocali scontri di Quatre Bras e Waterloo.
Numerose fonti sembrano ormai concordi nell’affermare che, nel corso dei combattimenti, gli uomini dell’Imperatore siano riusciti a catturare tra le 4 e le 6 bandiere inglesi, mentre 2 sole Aquile pare siano cadute in mani nemiche a seguito dell’impetuosa ma sconclusionata carica degli “Scott Greys” (azione della cavalleria scozzese che, indisciplinata e disorganizzata, ancorchè animosa, superò si, la linea della “Grosse Batterie” francese a Waterloo ma, con i cavalli ormai stanchi per aver galoppato ben oltre il traguardo fissato per un ripiegamento in sicurezza, offrì centinaia di schiene alle picche dei lancieri avversari, tra cui si distinsero gli Ulani Polacchi della Guardia, che piombarono alle sue spalle su cavalcature fresche, trasformando in qualcosa di assai simile ad un’ecatombe, quella che, nell’animo dei cavalieri dalle giubbe scarlatte, sui loro “grigi”, doveva essere la loro più memorabile carica).
Chi è in linea con il “luogo comune” che vorrebbe che coloro che in un reparto sono addetti a mansioni logistiche non sappiano comportarsi benissimo anche in prima linea, è opportuno sappia che (altro…)


En manteau-capote

En manteau-capote

En manteau-capote

Stefano Manni

En manteau-capote

Sergente e corazziere del III Reggimento in uniforme da campagna con mantello-cappotto, 1812-1813

Olio su tela, cm. 40 x 30

Un omaggio a Jean Baptiste Edouard Detaille ed a Lucien Rousselot.

Nella singolare luce di un tardo pomeriggio autunnale, che volge ormai al tramonto, dove il sereno sembra voler tornare dopo abbondante pioggia, aiutato da una sostenuta brezza (che spira al traverso di destra, rispetto alla posizione di cavallo e cavaliere in primo piano), una pattuglia di due elementi del 3° Corazzieri sosta un istante a scrutare le possibili direzioni di provenienza di una eventuale minaccia agli acquartieramenti o bivacchi del reparto.

Il luogo sembra desolato, il paesaggio brullo e le condizioni (altro…)