Una finestra aperta sulla «grande époque»

Articoli con tag “lucien rousselot

Galopant entre les bouleaux

Galopant entre les bouleaux

Stefano Manni (dell’Isola di Torre Maìna)

Galopant entre les bouleaux

Sous Chef d’Escadron du 9me Hussards, Tenue de service, vers 1809) Omaggio ad Edouard Detaille, Lucien Rousselot ed Alphonse Lalauze- Olio su tela cm. 50 x 40.

Un coriaceo ed attempato maggiore del IX Ussari francesi, con funzioni di vice comandante di squadrone, sta contenendo il galoppo della propria cavalcatura, che procede su un tratto di terreno breve quanto impegnativo, probabilmente per riunirsi ad un drappello dal quale si era staccato per una breve avanscoperta.

In termine equestre, si direbbe che questo sensibile declivio, è (altro…)

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Après l’action

Après l’action

Stefano Manni (dell’Isola di Torre Maìna)

Après l’action

Officier, trompette et dragons du 4e Regiment – Tenue de service et campagne 1806 / 1807 – olio su tela, cm. 30 x 24 – Omaggio a Lucien Rousselot, Jean Baptiste Edouard Detaille, Tiziano Tonelli e al Marckolsheim.

Questa mia tela, contenuta nelle dimensioni ma nondimeno densa e pregna di una delle unità più celebri e celebrate della Cavalleria di Linea dell’Imperatore, rappresenta un ufficiale subalterno ed un trombettiere del 4° Dragoni di Linea in tenuta di servizio e campagna (sullo sfondo, nell’evanescenza del gioco cromatico di luce e polvere, si intuisce un gruppo di cavalieri che segue).

Il periodo di riferimento è collocabile tra
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L’Empereur, en Habit a la Chasseur a Cheval de la Garde

Stefano Manni (dell’Isola di Torre Maìna)

L’Empereur, en Habit a la Chasseur a Cheval de la Garde – 1809

olio su tela, cm. 30 x 24

Omaggio a Paul Delaroche , Lucien Rousselot e Jean Baptiste Edouard Detaille.

Anche questa mia piccola tela è dedicata all’Imperatore, raffigurato ancora a mezzo-busto, e sempre liberamente ispirata al lavoro di Delaroche. Storicamente potremmo collocarci intorno all’estate del 1809, segnatamente nei primi giorni del luglio di quell’anno, ad una manciata di ore, si può dire, dalla Battaglia di Wagram.

Sono, dunque, trascorsi quasi 3 anni dalla “Campagna d’Inverno” (1806 – 1807, nel corso delle cui vicende ho immaginato di collocare il precedente ritratto di Napoleone) e, pur risultando chiaro trattarsi della stessa persona, nella stessa postura e con il medesimo sguardo, tuttavia forse si nota un che, quasi impercettibile, di diverso nell’espressione…dovuto alle vicende storico-politico-militari e, (altro…)


L’Empereur, en chapeau, pour les Grenadiers a Pied de la Garde

L’Empereur, en chapeau, pour les Grenadiers a Pied de la Garde

Stefano Manni (di Torre Maina)

L’Empereur, en chapeau, pour les Grenadiers a Pied de la Garde

olio su tela, cm. 30 x 24

Omaggio a Paul Delaroche (il grande Maestro francese 1797 – 1856, allievo di Antoine Jean Baron Gros), Lucien Rousselot e Jean Baptiste Edouard Detaille.

Questa piccola tela dedicata all’Imperatore, raffigurato a mezzo-busto, è liberamente ispirata al celebre lavoro di Delaroche che, invece, lo ritrae a figura intera ed a capo scoperto. Possiamo ragionevolmente supporre di essere intorno alla seconda metà del mese di ottobre 1806 e l’espressione riflessiva e tranquilla al contempo, è certo conseguenza dei pensieri di Napoleone dopo la doppia vittoria di Jena-Auerstadt (14 ottobre 1806), mentre prendono corpo i prodromi di quella che sarà la “Campagna d’Inverno” del 1806 – 1807.

L’Uomo che ha dato il proprio nome ad un’epoca, era letteralmente venerato dai suoi soldati…la sua figura, dalla statura fisica modesta, il semplice cappello nero a bicorno e, non di rado, le falde del suo tipico e disadorno cappotto grigio che ondeggiavano tra i fumi e la polvere dei campi di battaglia, erano divenuti, per questi uomini, forse più familiari del pensiero del proprio padre ed, ai loro occhi, costituivano l’immagine di un capo geniale e brillante, di un comandante dotato di un carisma straordinario, che si segue ovunque e comunque e per il quale si è pronti a tutto.

Tra i reparti della Guardia Imperiale, che maggiormente gli furono sempre assai più che vicini, sia in termini morali che propriamente fisici, nella ininterrotta e diuturna vigilanza ravvicinata della sua persona e salvaguardia della sua incolumità, gli “Chasseurs a Cheval “ed i “Grenadiers a Pied” ebbero, di certo, un ruolo di preminenza.

L’incredibile attaccamento ed affetto, che gli effettivi di queste formazioni rivolgevano all’Imperatore, era da questi ricambiato, tra l’altro, con l’assiduità con cui egli soleva indossare la loro uniforme con i gradi, naturalmente simbolici, di colonnello.

In questo lavoro ho, dunque, ripreso l’immagine propostaci da Delaroche, nella quale il Grande Còrso indossa la tunica (nel caso specifico in morbido e pregevole panno blu scuro con risvolti al petto bianchi e bottoni tipici della Guardia…piatti, con leggero risalto sul perimetro e l’aquila al centro) dei “Grenadiers a Pied de la Garde Impèriale”, aggiungendo il celeberrimo e succitato bicorno con coccarda tricolore e fermaglio della stessa a “V” con il quale Napoleone è entrato nell’immaginario e nella memoria collettiva di contemporanei e posteri.

I paramani sono scarlatti con patte a tre punte (e relativi bottoncini dorati) bianche.
Anche nello splendido dipinto del Maestro francese, complice di certo la luce dell’opera, viene enfatizzato il marcato e pressoché onnipresente pallore che sembra essere stata una delle principali caratteristiche del volto di colui che fu arbitro dei destini d’Europa.

Sullo sfondo, in basso a destra, si percepisce l’alto schienale di una poltroncina o divanetto con parti in legno dorate e fodera in velluto scarlatto, impreziosita da piccole figure stilizzate di ape…simbolo delle virtù imperiali della laboriosità e fecondità.

Degne di nota, sull’augusto petto, la “Legion d’Honneur” (che parzialmente copre l’Ordine della Corona di Ferro) e la placca in argento di “Gran Maestro dell’Ordine della Legion d’Onore” (anch’essa parzialmente coperta dal risvolto al petto sinistro della tunica, di cui si ha notizia di versioni sia ricamate in filio d’argento che come spilla).

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Grande tenue pour le duel – Le Capitaine Gabriel Florian Feraud

m-062-20160221-c1-cont-fortStefano Manni (dell’Isola di Torre Maìna)

“Grande tenue pour le duel – Le Capitaine Gabriel Florian Feraud”

Capitano del VII Ussari in alta tenuta, 1806 – olio su tela, cm. 50 x 40 – Omaggio a Lucien Rousselot, Jean Baptiste Edouard Detaille e Joseph Conrad.

Questo mio lavoro coniuga, all’intento iconografico di rappresentare un capitano del notissimo 7° reggimento ussari in gran tenuta, quello “letterario-cinematografico” di fare riferimento ad uno dei più avvincenti episodi della splendida novella di Joseph Conrad dal titolo “I duellanti”, da cui il grande regista Ridley Scott ha tratto, nel 1977, un film stupendo, dall’impatto visivo sbalorditivo…un autentico “cult”, che non può mancare nella cineteca di chiunque ami definirsi appassionato dell’Epopea Napoleonica in tutti i suoi aspetti.

La novella (che l’autore stesso presenta come il frutto di quanto il suo genio ha costruito attorno alla notizia, apparentemente vera, riferita in un piccolo trafiletto giornalistico afferente una contesa, iniziata per un futilissimo motivo nel 1800, tra due giovani ufficiali di (altro…)


La giberne perdue

La giberne perdue

Stefano Manni (dell’Isola di Torre Maìna)

La giberne perdue

Ufficiale subalterno dei Dragoni della Guardia Imperiale (Dragons de l’Imperatrice), uniforme da campagna fine 1813 – 1814 Campagna di Sassonia-Baviera, Tributo a Lucien Rousselot, omaggio a Jean Baptiste Edouard Detaille e memoria di Louis Michel Letort. Olio su tela cm. 50 x 30.

Per i dettagli uniformologici ed iconografici di questa tela, rimando al mio precedente lavoro dal titolo Avec son trompette, naturalmente nei termini di quanto afferisce il rango dell’uomo ritratto.

Come desumibile dalle cromie del paesaggio, siamo al termine di una tersa giornata autunnale ed una certa brezza spira dalla destra di chi guarda l’immagine, muovendo il crine del cavallo (che pure risente dei sussulti dovuti al momento del passaggio dal trotto al passo, in conseguenza de tiro a se delle (altro…)


Vieux sabre, honneur du Capitaine

Vieux sabre, honneur du Capitaine

Stefano Manni (dell’Isola di Torre Maìna)

Vieux sabre, honneur du Capitaine – Grande Tenue sur sellerie pour service de route

(Vecchia sciabola, onor di Capitano – Alta Tenuta su selleria e bardatura per servizi di marcia o scorta)

Capitano anziano dei Cacciatori a Cavallo della Guardia Imperiale, alta tenuta 1804 – 1808.

Tributo a Lucien Rousselot ed omaggio a Jean Baptiste Edouard Detaille. Olio su tela cm. 50 x 40

Ho dipinto questa tela (adottando la soluzione pittorica del mezzobusto a cavallo sfumato al basso), nella quale l’uniforme indossata dalla figura in primo piano (“Grande Tenue”), è in disaccordo con la bardatura del cavallo (“Sellerie  a la chasseur / pour service de route”).

Per dirimere la questione, e prima di passare alla disamina degli aspetti iconografici del lavoro, possiamo senz’altro ipotizzare che il nostro capitano, reduce da un impegno che prevedeva l’alta tenuta (quale un servizio di rappresentanza, un picchetto d’onore o altra similare esigenza), dovesse immediatamente dopo svolgere un servizio di natura più ordinaria (come una scorta o una pattuglia a cavallo).

L’uomo, dunque, terminata la prima incombenza, si sarà attardato per qualche motivo (magari “galante”, cosa non rara tra i coraggiosi gentiluomini in forza alla cavalleria francese dell’epoca) e, mentre il suo fido attendente si è dato da fare per fargli trovare il cavallo regolarmente equipaggiato per quella successiva, egli non ha avuto il tempo materiale di cambiarsi d’abito e di adeguarsi alla tenuta detta “Tenue en habit a la  Chasseur” indossata, invece, (altro…)


Vieux sabre, honneur du Capitaine – dessin-etude preparatoire

Vieux sabre, honneur du Capitaine - dessin-etude preparatoire

Vieux sabre, honneur du Capitaine – dessin-etude preparatoire


Le trompette et sa pipe

a-028-20160211-c2-contStefano Manni (dell’Isola di Torre Maìna)

Le trompette et sa pipe

Tromba del IV Ussari, grande tenue de service post 1806, olio su tela, cm. 30 x 20

Omaggio ad Edouard Detaille ed a Lucien Rousselot:

Il mezzobusto ritrae un trombettiere del Quarto Ussari in gran tenuta di servizio in un periodo presumibilmente databile posteriormente al 1806.

Il Quarto Ussari, un altro dei più celebri reggimenti di questa specialità della cavalleria dell’Imperatore, portava uniformi che, per ufficiali, sottufficiali e cavalleggeri, comprendevano dollman e calzoni indaco, con paramani e pelisse scarlatti.

Tralasciando lunghe disquisizioni sui copricapo, che in molte circostanze ci (altro…)


Élan

m-056-20161101-c1-cont-fortStefano Manni (dell’Isola di Torre Maìna)

Élan

Tromba del VII Corazzieri, uniforme da campagna 1811 – inizi 1812 olio su tela, cm. 40 x 30

Lo slancio del “Tromba”, omaggio a Jean Louis Ernest Meissonier (l’illuminato maestro del grande Jean Baptiste Edouard Detaille), a Lucien Rousselot ed al Martinet.

Ho dipinto questo soggetto, ispirandomi e reinterpretando, uno splendido bozzetto “non finito” di Jean Louis Ernest Meissonier, ritraente un ufficiale dei corazzieri.

Nell’originale del Maestro francese, l’uomo è regolarmente equipaggiato con (altro…)